fiorellinofioretti


 
 

  Il linguaggio del Signore è un linguaggio figurato, quando l'infinita Sapienza dona il suo Verbo non c'è altro ordine didattico del discorso che l'immagine.

Così Gesù viene tra i suoi, raccolti intorno a don Dolindo, e con diverse parabole, ora dello scolare pigro, ora quella dell'orologio e la meridiana , ora dei pesci e degli uccellini ed edifica quella brigata amorosa raccolta intorno a don Dolindo.

 

  •  I pesci, gli uccelli e la libertà
  •  Pasqualino, 'o mariuolo
  •  Se il cassiere ha il naso storto
  •  Tergiversare, rimandare
  •  L'erba medicinale
  •  Ahi, l'impazienza
  •  Il fuoco e l'agitazione
  •  I sassi e la borsa
  •  L'orologio? La meridiana
  •  Ridimensioniamo il mondo
  •  P. Dolindo e la III rotaia
  •  Viva la libertà
  •  Viva la libertà II
  •  Un dente barcolla?
  •  La riprensione nell'educare
  •  Predicatori e non
  •  

    griffe

     

    I pesci, gli uccelli uccellinie la... libertà

    Un povero scemo si credette un genio e pensò che nel mondo c'era una schiavitù degradante. Io sarò il Napoleone glorioso che darò a tutti la libertà; e senz'altro si mise all'opera. Prima di tutto si recò vicino ad una vasca dove c'erano tanti pesci e gridò: Che fate voi, schiavi ancora dell'acqua? Venite, io vi libererò. Ed i pesciolini andarono, perché credettero di avere un boccone saporito. Ma appena furono vicino all'idiota, egli li trasse fuori dal loro elemento naturale... si dibattettero e morirono. Lo scemo disse: Peccato che sono molti quando li avevo liberati! Ma ci saranno altri che godranno della libertà.

    Ed andò ad inquietare nel loro nido dei piccoli uccellini: Uscite, volate, siate liberi per Giove, che cosa state a fare sotto le ali materne? E li scaraventò fuori del nido... Ahimé! Gli uccellini tentarono invano di spiegare le ali ancora informi e perirono essi pure. Uno solo arrivò a terra malconcio e si mise a gemere perché aveva freddo. Lo scemo disse: ecco il grido fatidico della libertà! Ma l'uccellino morì di freddo e la povera madre pianse sopra il morticino.

    Finalmente l'idiota si recò vicino ad un monumento di Giuseppe Garibaldi e sdegnato esclamò: Olà che fai tu bietolone? Ti hanno reso immobile e sei schiavo del piedistallo? Vieni giù, e sii libero. E la statua precipitò, e si ruppe! Sfido io!

    Dio è il nostro elemento, perché < in lui viviamo, e ci muoviamo e siamo > la sua Provvidenza e la sua legge è l'ala materna che ci riscalda e ci fa mettere le ali; la sua giustizia è l'equilibrio di tutte le cose!

    Chi ci sottrae a Dio con la scusa della libertà ci dà la morte!


     

     

    Permettete? Pasqualino, 'o mariuolo

    - Permettete? Mi presento: Pasqualino, 'o mariuolo.

    - Oh, molto lieto di conoscervi...

    Avete mai sentito un dialogo simile? No, certamente no! Ed è logico: il ladro si camuffa sempre da galantuomo...

    E quando certuni vogliono imbonirvi le loro perfide ideologie, non ve le presentano certo nella loro realtà crudele, ma ve le orpellano di paroloni come... < conquiste sociali >, < libertà da ogni oppressione >, da ogni ingiustizia...

    Tutti ricchi, tutti a fare il proprio comodo, tutti felici, in una terra divenuta un paradiso...

    E l'uomo, ingannato, ora va in cerca dei... paradisi artificiali!


     

     

    Se il cassiere ha il naso storto...

    -Angioletto mio, siete stato in banca stamane per riscuotere lo stipendio?

    - Sì, Padre.

    - E com'era il cassiere? Aveva per caso il naso storto e gli occhi strabici? - ....??!!

    -E sì -Perché se il cassiere fosse brutto io rifiuterei lo stipendio.

    -Padre, cosa dite mai? E che importa a me che il cassiere ha il naso storto? Egli mi dà lo stipendio. E a me interessa solo questo!

    -E allora perché quando vai a confessarti, a riscuotere la grazia del Signore, stai a criticare il prete e dici: se non è un santo, io dal prete non ci vado? Egli è l'amministratore del Sangue Redentore di Cristo. Cosa t'importa il resto? Se il prete è buono o cattivo a te non deve interessare. Buono o cattivo che sia, la sua consacrazione e la facoltà ricevuta dal Vescovo per la confessione a te devono bastare.

    Il Sacerdote attinge alla Cassa della Chiesa, ricca dei meriti di Cristo: ricordalo.


     

     

    Tergiversare, rimandareluna

    Per abitudine, noi non rimandiamo mai quello che c'interessa davvero. C'è qualcuno che rimanda l'incasso di una forte cifra? C'è qualcuno che, bisognoso di una cura per stare in buona salute, rimanda l'inizio della cura?

    In realtà, quando si tergiversa, le cose non si fanno più: si rimandano dall'oggi al domani, e poi al dopodomani e poi ancora... Viene meno lo stimolo che ha determinato in principio il desiderio di agire, l'interesse diminuisce, passa l'entusiasmo, la volontà vien meno... E l'incalzare di nuove necessità cancella per sempre, assai spesso, il desiderio di portare a termine quello che era in principio solo una buona intenzione.


     

     

     

    L'erba medicinale...

    Ne prese qualche foglia: era amarissima!... E, nel ricordo, P. Dolindo scrisse così: ...Era un'erba medicinale amarissima. Nel prenderla provai tanto senso di gratitudine alla bontà di Dio che è provvidenza per tutte le creature sue; la gustavo pensando che quella umile creatura, essendo amara, amara, amara non faceva che obbedire a Lui...


     

     

     

    Ahi, l'impazienza...

    Oh, quale male per lo spirito è l'impazienza del risultato, la soddisfazione sensibile della verità!

    L'uomo deve saper attendere con santa umiltà, senza presumere d'imporre al Signore il termine perentorio dei suoi desideri e dei suoi piani...


     

     

    Il fuoco e l'agitazione

    E' necessario che l'anima, specialmente nei momenti di prova e di dolore, rimanga calma e in un profondo sentimento di umiltà e di fiducia in Dio.

    Se si appiccica il fuoco alle vesti e invece di ammantarvi di lana e di soffocare il fuoco sollecitamente, vi agitate, non fate che accenderlo sempre di più. Nulla di più esiziale quanto il muoversi e l'agitarsi quando il fuoco ci ha invasi; allora la fiamma si alimenta e cresce per lo stesso movimento disordinato...

    Nei momenti dell'agitazione non si capisce più e si aggrava, mortalmente per l'anima, la nostra posizione.

    Ammantiamoci di umiltà e restiamo fermi nella fiducia: solo così riusciremo vittoriosi da qualunque prova.

    Non ti spaventino i pensieri più orribili... vinti in un atto di umile adorazione a Dio e di profonda fede, essi diventano amore...

    Quando il Signore nelle tentazioni ci fa lottare per Lui è segno che ci ama e che ha fiducia in noi... Egli ci prova e sia sempre benedetto! O figli miei, io non amo godere di Dio, amo lottare per esaltarlo e per benedirlo sopra tutte le cose! Siate forti ed abbiate fiducia!


     

     

    I sassi e la borsa...

    Curvo, affaticato, l'immancabile borsone di panno nero e il Rosario, immancabile anch'esso, intrecciato alle dita, don Dolindo arrancava in Via Foria...

    Un giovane lo riconosce, gli va vicino e gli dice: < Padre, date a me la borsa pesante, vi aiuto a portarla io...>.

    -Non è pesante la borsa, angioletto mio, risponde Don Dolindo... vedete?- e gliela dà in mano.

    - E' vero- è leggera, conferma il giovanotto- che lo saluta e prosegue per la sua strada.

    Dopo un minuto si gira e vede che don Dolindo è inciampato ed è caduto... La borsa a terra, il contenuto sparso per la via: una quarantina di sassi pesanti...

    - Altro che leggera, la borsa ! - commenta stralunato il giovanotto.

    Scherzi di don Dolindo, prete penitente.


     

     

    L'orologio? La meridiana...

    Una sua figliuola dell'Opera, un po' complicatuccia, era agli inizi della sua vita spirituale. Quella mattina portava al polso un orologio dal quadrante chiaro, grande, dono di suo padre.

    P. Dolindo glielo guarda e glielo benedice perché avesse segnato i tempi di Dio in ogni tic-tac... tutto a Dio, tutto con Dio, tutto per Dio: tic - tac - tic - tac tic - tac.

    La figliola si crogiolava in quel bel pensiero. Ma P. Dolindo aveva ancora qualche cosa da dirle: -Vedi questo quadrante, figlia mia? E'come l'anima tua: chiara, chiara, limpida, limpida... Ma dietro il quadrante, ahimé, molle, mollette, complicazioni di giri, quante rotelline: chi corre di più, chi corre di meno.. Oh, no, figlia mia, no! Tu devi essere come la meridiana, che segue il sole nella semplicità di un asse fisso al muro. Indicherai così alle anime i tempi di Dio.

    Più di una volta P. Dolindo parlava a questa figliuola della meridiana e la innamorava di Dio, così: indicandole il cielo e un'asticella povera povera, la cui ombra viveva di sole.


     

     

    Ridimensioniamo il mondo! terra

    Il mondo è menzogna nelle lodi: il 99% tutte false-Il mondo? Oggi vi stima, domani vi disprezza. Oggi vi crede santo, domani vi crede pazzo. Oggi vi crede dotto, domani vi crede scemo, se non andate di accordo con lui. Le cose umane? Bragia di fuoco e, a mano a mano che brucia, cenere. E se nell'ira gettiamo acqua sul fuoco: fango!

    O angioletti miei, guardiamo soltanto a Dio: è il Suo giudizio, l'unico che conta!


     

     

    P. Dolindo e la IIIteschio rotaia...

    Da pochi giorni si era inaugurata a Napoli la Metropolitana e grandi cartelloni con su disegnato un teschio segnalavano un < pericolo di morte >; sulla terza rotaia correva una corrente di alta tensione: vietato, dunque, attraversare i binari!

    P. Dolindo, interessato sempre a calare nella realtà della vita per orientarla al polo giusto, si affrettò a visitare la stazione di Piazza Cavour e scese giù, ai treni.

    Si fermò un attimo ad osservare i cartelli su indicati e... incominciò ad attraversare i binari. Un urlo dalla folla che sostava in attesa: -Padre... è proibito! C'è pericolo di morte!!! Padre, tornate indietro!

    Padre Dolindo si fermò e calmo calmo disse: - Pericolo di morte? Io non ci credo.-E fece per procedere oltre. Qualcuno corse a fermarlo.

    Tornato indietro, alla folla che si era formata intorno a lui, P. Dolindo col sorriso incominciò a dire: -E perché, quando la Chiesa vi dice: questo non dovete farlo, c'è pericolo per l'anima vostra... perché voi non ci credete? E violate la legge di Dio, e non ascoltate la voce del Signore che vi dice: -Figlio mio, tu muori se fai questo... Figlio mio non farlo! Tu puoi morirne per l'eternità!... Perché allora?

    E la folla capì perché P. Dolindo aveva finto di voler andare incontro alla III rotaia...


     

     

    Viva la libertà

    L'Inghilterra si chiama: la regione dei liberi. Guardate l'Irlanda e vedete bene che cosa si debba pensare dei paroloni inglesi.

    I massoni si chiamano: liberi muratori. Guardate le loro organizzazioni, i loro soprusi, le loro infamie, i loro giuramenti segreti, e vedete se non sono i più schiavi del mondo. Vergogna! Essi sono schiavi di satana, schiavi di un < gran maestro > qualunque, schiavi del loro stesso servilismo infame!

    Le donne perdute si chiamano: libere passeggiatrici. Ahimé! Che ironia! Esse sono schiave del male, schiave del più perfido uomo! Alcune donne si chiamano spregiudicate. Esse hanno il pregiudizio della moda di cui sono schiave, il pregiudizio del mondo, di cui sono schiave, il pregiudizio della loro supposta bellezza di cui sono schiave... Esse sono prigioniere della loro stoltezza! . . .


     

     

    Viva la libertà II

    < Io sono libero, spregiudicato: vesto a modo mio, agisco a modo mio e fo quello che mi piace! Per me non c'è legge e mando al diavolo tutti i preti di questo mondo >. Così parla un libertino od una libertina.

    Ebbene, vedete un poco quanta schiavitù produce questa pretesa libertà.

    Senza la legge di Dio, si è schiavi del peccato, e questa è tale orrida oppressione che da sola basta a sopprimere ogni libertà! Tu vesti a modo tuo? Manco per sogno! Sei schiava della moda. Tu agisci come ti piace? Ma no, tu sei schiavo degli altri. Più lontano sei da Dio e più sei schiavo del diavolo.

    Tu fai quello che ti piace? Ahimé! Se si potesse sezionare il tuo cuore quante pene ci si scoprirebbero!

    Tu fai quello che vuole la donna che ti domina, l'amico che ti opprime, la setta che ti comanda, il partito che ti toglie ogni vera libertà! Tu mandi al diavolo tutti i preti? Ma io temo che al diavolo ci vada tu, povera creatura lontana da Dio! E io, prete, prego invece tanto per la tua vera libertà per la tua salvezza...


     

     

    Un dente barcolla?

    E già - Quando un dente barcollava e cominciava a dar fastidio per un processo d'infezione, P. Dolindo non pensava di andare da un dentista. Non ne avrebbe avuto il tempo.

    Preparava una soluzione di acqua e sale. Prendeva una tenaglia. Si raccomandava alla Madonna, con la semplicità di un bambino, e contento di poter offrire al Signore un po' di dolore, attanagliava il malcapitato dente e... zac, un colpo deciso. Il dente saltava fuori. Un po' di sciacquo con l'acqua salata e l'operazione era ultimata.


     

     

    La riprensione nell'educare

    Il riprendere nell'educare è come l'accordo che si dà ad uno strumento: è una tirata di corda, il cui effetto non si nota nell'atto stesso in cui si tira la corda, ma soltanto dopo...


     

     

    Predicatori e non...

    ...Il demonio, quando ha voluto pervertire il mondo, non ha tolto di mezzo i predicatori, ma i solitari e le anime dedicate all'orazione, distraendole dai conventi e... nei conventi.

    In verità devo dirvi che produce di più una creatura immolata che prega, anzicché un facondo oratore che parla o un religioso (o religiosa) che si agita...

     


     fioretti

     


    | HOME  | VITA | OPERE | PREGHIERE | FIORETTI | PRODIGI | APOSTOLATO STAMPA |