Fede e Razionalismo


 

La fiducia in Dio: Grande Respiro della Fede

(...) Solo Gesù può mettere un argine al dilagare di tanti stupidi errori e a questa forma di avvelenamento col quale il mondo si è tutto intossicato. Se si capisse la preziosità della fede, non si sarebbe così stolti da insidiarne nell'anima l'integrità.

La fede è come la verginità dello spirito; l'errore ne è dolorosamente la profanazione. Quando Gesù ha detto con accento severo, che a colui che scandalizza uno dei piccoli che in Lui credono, deve sospendersi al collo una macina di mulino perché perisca nel mare, ha inteso parlare esattamente di quelli che violano la semplicità della Fede.

La Fede, la Fede è il tesoro più prezioso dell'anima nostra, poiché la fa riposare in Dio e la trasporta nei cieli. L'errore, palliato da accigliata indagine... scientifica, appesantisce l'anima la riduce nei limiti della sua debolezza, e le impedisce il respiro, quel grande respiro che è la fiducia in Dio.

Non si può confidare in Dio se non si crede, e fortemente si crede. Le anime sfiduciate, in qualunque campo, sono quelle che non credono con semplicità, e cercano sempre l'aiuto delle cause seconde, perché sembra loro più logico e più reale. Per queste povere creature immeschinite, ciò che è naturale e nei limiti delle forze naturali è una realtà palpabile, e ciò che si appoggia a Dio è una fantasticheria che si può accogliere solo quando urge una decisione positiva od un bisogno positivo.

Eppure Dio, la sua potenza, la sua carità, la sua misericordia, il suo aiuto, i tesori che ci ha donati per l'incremento della vita dell'anima, e quelli che ci dona quando confidiamo in Lui, anche per urgenti necessità della vita del corpo, sono una cosa positivissima, mille volte superiore ad ogni forza naturale o umana. Noi non confidiamo in Dio, perché preferiamo confidare nelle creature, e ci sembra che queste ci possano veramente aiutare.

Ci scoraggiamo facilmente quando vediamo che l'aiuto divino ritarda per noi, e non ponderiamo che esso si attua nel silenzio, nell'oscurità e nel tempo, come germoglio o semente affondata nel terreno, che cade nel solco, rimane sepolta, ed in un tempo più o meno lungo si sviluppa, sboccia, erompe dal suolo, cresce, fiorisce e fruttifica. Se il contadino volesse vedere nel suo campo prima il prodotto, per potervi gettare con sicurezza positiva la sua semente, non seminerebbe mai e non vedrebbe il prodotto del suo campo.

Egli getta il seme e confida; il seme cade silenziosamente nel solco e vi affonda; rimane nell'oscurità del terreno come inerte, ma non è inerte; risuscita in un tempo più o meno lungo, e rinnova la sua vita. Frattanto, invece del germoglio il contadino vede un immediato peggioramento della situazione: piove, si agita la tempesta, cade la neve, scocca la folgore, ed il campo appare desolato, il grano è seminato quando avanza l'inverno, cresce fra le tempeste, fruttifica col tempo ed è raccolto nel caldo di giugno.

Quando confido in Te, mio Dio

Quando confido in Te, mio Dio, io getto un seme nel solco della mia vita, e lo getto nell'algido inverno della mia prova. Non è un'illusione, è una positiva realtà, perché la mia fiducia è un seme in un terreno fecondo: s'inturgida, erompe, spunta, cresce, fiorisce e fruttifica. Se confido poco in Te, mio Dio, la mia speranza è solo un desiderio vano, che si perde come un granello che rimane tra le pietre arse, come una misera aspirazione, che rimane come filo di un polo negativo, che non trova il polo positivo e non può produrre né la corrente, né il calore, né la luce, né il movimento.

Un atto di fiducia in Dio è un congiungimento del mio nulla col Tutto, della mia debolezza con la forza divina, della mia sterilità con la fecondità, della mia inerzia con l'impeto di un movimento potente, ed io, piccolo e povero nulla, sono come preso da un vortice di vento che trasporta in alto, in alto, dove la forza operante non è nella materia, ma è nel Verbo e nella Volontà di Dio, e dove non è il dominio di povere cause seconde, ma quello della Causa prima che opera sul nulla, e trae dalle profondità di questo abisso le creature più forti, come le trasse al principio creando la luce, il fuoco, l'elettricità, il firmamento, le acque, la vita, l'intelligenza! E' qui che mi solleva la mia fiducia, è qui che mi inabisso nel silenzio divino e nell'oscurità della mia impotenza, attendendo il tempo con infallibile sicurezza.

Se non confido in Te, mio Dio, rimango nella graveolente atmosfera delle mie e delle umane forze, dove regna l'impotenza. dove germina la corruzione, dove domina la morte, dove brulicano i vermi del peccato, e divampano le fiamme della distruzione. Tu solo, mio Dio, sei verità, sapienza, vita, amore, gioia, ordine, pace, sanità, ricchezza di provvidenza, ed io confido in Te, m'illumino, sono guidato, vivo, amo, esulto, vinco, riposo, rinasco e mi arricchisco di Te che sei tutto, e sfuggo al dominio delle forze brute, gettandomi nelle tue braccia, in Te che sei amore! Chi confida e veramente confida e semplicemente confida, ed umilmente confida, chiudendo gli occhi in un pieno abbandono in Dio, opera nel più puro apprezzamento di amore, e tocca l'onnipotenza divina come povero filo che, toccando la sorgente di una poderosa corrente, la fa passare all'inerte apparecchio e lo mette in moto.

Allora si opera il miracolo, allora le forze naturali non sono più ristrette nella loro cerchia limitata, allora avviene che il fuoco non arde, l'acqua non irrompe, il fulmine non scocca, il torrente si arresta, la marea rimane come impietrita dallo stupore, la dura pietra dà l'acqua, le nubi la manna, il vento arido del deserto le quaglie, come avvenne agli Ebrei, e il sole rimane fermo come bimbo che ad un grido paterno s'arresta, attendendo gli ordini, proprio come rimase immobile sulla valle di Ajalon, al grido fiducioso di Giosuè: Sole, arrestati!

Stolto razionalismo, che nega il miracolo

Il torpido e stolto razionalismo, che nega il miracolo, è stupidamente razzolante nella zona delle cause seconde, e non può vedere altro che l'ordine delle cieche forze della natura, distribuite dalla sapienza di Dio per le ordinarie operazioni della materia.

Non è questa la zona del miracolo; la zona è in alto nella stratosfera della Fede, dove ci trasporta solo la fiducia in Dio. Si può trovare la pioggia nella zona del fuoco? Occorre salire nell'atmosfera. Si trovano le stelle nell'atmosfera? Occorre salire nel cielo sidereo. In Dio solo si trova l'onnipotenza che domina, la sapienza che dispone, l'amore che armonizza, e quando l'anima confida in Lui e gli si abbandona, solo allora vive per la sua potenza, opera per la sua sapienza, arde nel suo amore.

Confidando è come atomo dissociato, che erompe nella sua piccolezza in una forza formidabile; confidando è tutta illuminata nella sua intelligenza come filo percorso da alta corrente incandescente; confidando è tutta arricchita di amore dall'Infinito Amore, è come terra brulla che fiorisce nella santità.

Cadono ad una ad una le sue miserie, come foglie secche nell'irrompere di una fiamma, si dilatano le sue potenze, nella potenza dei doni dello Spirito Santo, la flaccida carne, avida di putrefazione si svapora, come svapora un pantano ai raggi cocenti del sole, e diventa come spirito, nube che si solleva come vapore, fioccheggia candidamente nelle alte sfere, brilla come cristallo iridescente, e si raccoglie intorno al Sole Eterno, come alone di amore! Confido in Te, mio Dio! Ho confidato e t'ho supplicato di farmi scrivere una pagina su questa grande, immensa forza che abbiamo: Confidare in Te; e mi accorgo che me l'hai donata questa parola di vita. Ho confidato che non mi avesse vinto il sonno, ed ecco che sono sveglio, e non mi accorgo della mia stanchezza. Confido che darai alle anime, che mi hai affidate, la fiducia piena in Te, e confido che la darai loro in pieno.


 

E' notte profonda, sono l'una e trenta ed io veglio cantando a Te, mio Dio, il cantico della mia fiducia. Sento tutta la mia impotenza a cantarlo, nonostante che la mia povera vita è tutto un atto di fiducia in Te, mio Dio. Non sono poeta e confido, non sono a tale altezza da cantarti amore che confida, e confido; sono ignorante che non sa discernere le meraviglie della fiducia in Te, e confido; vivo tra creature che ancora non hanno il volo della fiducia piena in Te, e confido. Sono ancora nella tempesta suscitatami da satana, e confido. Non ho virtù, e confido; non ho umiltà, e confido; non ho cultura, e confido; non ho pazienza, e confido; non ho spirito di purissimo amore a Te, e confido. Ho cantato a Te confidando - ho illuminato le anime con la tua luce, con fidando; vivo tra le agitazioni dei lamenti e delle recriminazioni, tra i cicloni della sfiducia che mi vorrebbero abbattere, come s'abbatte la pagliuzza in balìa del vento, e confido confidando in Te.

Confidando in Te la mia carne è angelicata nel tuo tesoro eucaristico; confidando in Te il mio naturale orgoglio s'è inabissato come s'inabissa un monte nel turbine d'un vulcanesimo; confidando in Te ho scrutato le profondità della tua luce; confidando in Te mi son fatto crocifiggere per Te, ed ho amato i miei crocifissori con la tua pazienza, o pazientissimo Amore; confidando in Te vivo d'amore, e tutto mi fiorisce nel tuo amore, anche gli atomi di polvere, come le meraviglie olezzanti dei campi, come le moli schiaccianti dei monti, come le distese immense dei mari frementi e quelle solinghe dei deserti pietrosi.

Confidando in Te, erompe dal mio cuore una fiamma d'amore al vibrare d'una corda, al canto di un uccello, al pianto d'un pargolo, al tuonare della folgore, allo scrosciare della tempesta, al rullìo dei devastanti velivoli; e questa mia povera melma, questa sorda natura, che avrebbe conosciuto solo le fogne del peccato, sente l'amor tuo in ogni cosa, e copre ogni bruttura con un velo d'amore! Confidando in Te il mio peso s'impiuma, la mia sozzura si dealba e si fa candida nel riflesso del tuo candore, la nudità obbrobriosa si riveste di luce, la stoltezza brilla nei raggi della sapienza tua, come brilla nel sole anche la pozza di fango.

Vivo confidando, o mio Dio, sono vissuto confidando, vivrò confidando. E confido nel tuo Regno: verrà! Confido nel tuo Amore: trionferà! Confido nella tua Misericordia: aprirai le braccia e ci accoglierai! Confido nell'ordine della terra sconvolta: le darai la pace! Confido nella tua vittoria sugli empi: si umilieranno! Confido nel tuo trionfo sul male: perirà! Confido nel compimento dell'opera tua e delle tue promesse: si realizzeranno! Non morirò, ma vivrò e canterò le tue opere e i tuoi trionfi perché confido in Te! Sono le due dopo mezzanotte, non sono assiderato, ardo d'amore perché la fiducia in Dio è la mia vita, è stata la mia vita, sarà la mia vita. Morirò certamente un giorno, ma picchierete al mio sepolcro, e canterò con le mie ossa l'ultimo canto di fiducia: Risorgerò ! Verrete a lagrimare su di me, peccatore ch'è passato e s'è spento? V'irradierò coi raggi sacramentali che mi vivificarono in vita, e vi additerò le vie del Paradiso che sono le vie della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana. Essa mi ridusse come verme, e io confidando in Dio la glorificai; Essa mi percosse, e io confidando in Dio le baciai le mani, tacendo per amore.

Ecco, le opere che Tu mi facesti fare e che apparvero tra le brume dell'incomprensione, risorgono, perché confidai in Dio, confido in Dio! La mia fiducia s'è infiammata nel tuo Cuore, o Maria, madre nostra dolcissima, nostra Fondatrice, avvocata del Commento alla Sacra Scrittura, nostra vittoria, nostra fiducia, madre di purità, madre di verità, madre di consolazione, madre di provvidenza divina, regina gloriosissima, madre della buona novella, madre del buon consiglio, Vergine della Rivelazione, rifugio dei peccatori! Io confido in Te, per Te canto a Dio Uno e Trino, con Te lo glorifico: -Magnificat anima mea Dominum.-

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